Archivi tag: Collateral Stories

Perché Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci e non ha insegnato a pescare?

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Ciò avviene mediante lo sfruttamento del potenziale semantico delle parole, di tutta la varietà di forme verbali e sintattiche con le loro connotazioni e coloriture e gli effetti il più delle volte comici che il loro accostamento comporta. (Lezioni americane, p. 107)

Ho sempre pensato all’involontario umorismo delle lettere accostate insieme per formare delle parole e mi ha sempre incuriosito il fatto che due lettere messe vicine potessero essere paragonate al comico e alla sua spalla.
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Molteplicità come regola

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La molteplicità è una delle caratteristiche intrinseche del web. Intrinseche per la tecnologia che lo sostiene (ricordate la commutazione di pacchetto?) e sopratutto per il tipo messaggio che è possibile veicolare (il messaggio in questo caso non è inteso come contenuto, concetto, ma come tipo: tweet, immagine, video, stringa di codice etc).

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Identità multiple

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Il suono del modem 56K è una di quelle cose che non puoi dimenticare (ma se vi serve un ripassino andate a rileggervi Psicostasia digitale).

Si collegava il computer alla presa del telefono e poi si faceva partire la connessione per avventurarsi in Internet. Qualche secondo di attesa, e di ansia, e poi si poteva cominciare la navigazione. Nell’altra stanza, o dietro le spalle, i genitori preoccupati per la bolletta del telefono e/o interessati a scoprire il favoloso mondo del nascente www. Continua a leggere

The Visible Man

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Per un attimo Kemp rimase in silenzio, fissando la schiena di quella figura, affacciata alla finestra. Poi si alzò, colpito da un pensiero, prese il braccio dell’uomo visibile e lo allontanò di lì per togliergli la possibilità di guardare fuori. L’uomo cominciò a parlare1: Continua a leggere

L’arte di scomparire o del scegliere quando

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Vivere con discrezione

Il titolo di questo post è lo stesso del saggio scritto da Pierre Zaoui ed edito da Il Saggiatore, semplicemente perché vorrei esattamente copiare parola per parola tutto quello che c’è scritto. Non solo perché la stesura dei concetti usa una prosa inappuntabile, ma anche perché è un libro che ogni politico incollato alla poltrona, ogni genitore troppo invadente nella vita dei figli, ogni essere pensante al comando di una qualunque istituzione (azienda, associazione, ente pubblico, teatro, museo, studio professionale…) dovrebbe leggere.

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È la visibilità, bellezza!

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L’idea della visibilità, del vedere e dell’essere visti, se analizzata in termini distopici (Panopticon, Grande Fratello) o in termini di selfie e/o pov shot, rischia di essere ridotta unicamente ad aspetti negativi e di infettare il discorso intorno alla visibilità stessa. Continua a leggere